GIUBBE ROSSE E' QUELLA COSA ...

Ricordiamo inoltre poi l'attività editoriale, con il varo della collana "Giubbe Rosse", inaugurata dal volume di Leopoldo Paciscopi, "Gli anni discontinui. Seduto al caffè con Rosai e Conti".
Chi visiti oggi il Caffè dopo averlo frequentato negli anni '70-80, troverà un ambiente totalmente trasformato.
Vecchie immagini, fotografie, numeri delle celebri riviste del passato, memorie raccolte faticosamente per recuperarne la storia, si uniscono ad opere d'arte contemporanea.
Giornali, periodici, libri sono posti in consultazione negli ambienti interni del locale dove è nuovamente possibile assistere ad animate discussioni di letteratura, di arte, di teatro.
La storia va avanti. cambiano i volti, le idee ma resta quella accogliente, magica "terza saletta" per accogliere i sogni e le speranze di quanti ancora si battono per una cultura libera e viva.

L'entusiasmo di Fiorenzo Smalzi, "patron" delle "Giubbe Rosse" di ridare al locale l'impronta dell'Antico Caffè Letterario, tra le mura che ancora echeggiano Marinetti, Papini, Prezzolini e troppo sarebbe elencarli tutti, ha favorito la nascita di un "contenitore" culturale, dal titolo "LETTERE E SIMBOLI", serie di incontri mensili ideati e curati da Giudo D'Andrea, che ama definirsi "sconosciuto ai più", ma convinto assertore che la Cultura, elemento purtroppo lontano da indici di gradimento "calcistici", debba essere offerta anche in forme accattivanti, sorretto dal motto "futurista": "marciare, non marcire", che peraltro campeggia all'ingresso delle "Giubbe Rosse".

E così a "Lettere e Simboli" sono passati, e ritornati, ALFREDO CATTABIANI, vero Signore delle Lettere, CECILIA GATTO TROCCHI, RENATO DEL PONTE, uno dei più importanti studiosi ed interpreti di Evola, ALESSANDRO MELUZZI con avvincenti tematiche tra psiche ed anima, GABRIELE CANE' per acute analisi politiche, CARLO CRESTI suadente "incantatore" di Architettura, RINO CAMMILLERI, ALFREDO SCANZANI colto ed intelligente giornalista cultore di Elfi e del mondo fiabesco, Padre ROSARIO ESPOSITO.
Uno spazio è sempre riservato a case editrici nuove e da nomi non ridondanti con produzioni di elevato spessore culturale e, da quest'anno, ospiterà la stampa di minore tiratura ma significante.
Primo ospite FEDERICO GUIGLIA, condirettore del "IL BORGHESE".

A "LETTERE E SIMBOLI" il pubblico è a suo agio nell'intervenire con genuina "fiorentinità", ed al terzo anno di attività si propone di offrire anche un tipo di cultura definibile "sottile", volta ad invitare l'uomo di oggi ad un cammino che lo avvicini alla percezione dell' "elemento sottile", percorso non agevole, meritevole comunque di essere intrapreso e senz'altro affascinante.







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